Una immagine dell'alluvione del novembre 2013 a Olbia
CRONACA

Olbia, in tribunale le cause civili per le vittime dell'alluvione del novembre 2013

Approdano davanti al Tribunale civile di Tempio, le cause promosse dai familiari delle vittime dell’alluvione del 18 novembre 2013.

Sono state infatti fissate le udienze per alcuni procedimenti che riguardano, in particolare, i tragici fatti avvenuti a Olbia dopo il devastante passaggio del Ciclone Cleopatra.

Alcuni familiari della pensionata invalida Anna Ragnedda, annegata nella camera da letto della sua casa di via Lazio, hanno citato in giudizio la Presidenza del Consiglio dei Ministri (Dipartimento della Protezione civile) la Regione sarda e il Comune di Olbia.

I parenti dell’anziana donna, tramite il loro legale, l’avvocato Antonello Desini, chiedono il risarcimento dei danni per il mancato allarme e la gestione (sostengono assolutamente inadeguata) dei soccorsi.

La prima sommaria indicazione del risarcimento sfiora il milione di euro. Prima udienza alla fine di maggio.

L’avvocato Angelo Merlini assiste il marito di Patrizia Corona, annegata in un canale cittadino di Olbia insieme alla figlioletta Morgana.

In questo caso, il procedimento civile è stato promosso contro il Comune di Olbia.

Il canale nel quale finì l’auto della vittima, era privo di protezioni.

Anzi, non vi era neanche un marciapiede e l’auto venne trascinata verso il corso d’acqua, senza incontrare ostacoli. Una barriera è stata posizionato sei mesi dopo la tragedia.

La causa inizierà alla fine di marzo.

di Andrea Busia