Le auto rubate a Milis, Paulilatino e Sassari
CRONACA

Rubavano auto, videopoker e pecore A Ottana la base logistica della banda

Dopo gli otto arresti dei giorni scorsi i carabinieri hanno accertato che la banda aveva programmato alcune rapine nei minimi dettagli.

Le auto da utilizzare per mettere a segno i colpi nell'ufficio postale di Illorali e nel Banco di Sardegna di Riola Sardo era state rubate il 6 e il 12 novembre del 2014 a Milis, Paulilatino e Sassari. Si tratta di due Fiat Uno e un'Alfa 147 (da utilizzare per la fuga).

Le auto sono state sequestrate dai carabinieri di Ottana al termine di un'operazione anticrimine il 30 novembre 2014 nelle campagne di Noragugume.

Le indagini hanno inoltre accertato che Salvatore Mura, Pierpaolo Faedda, Pietro Chirinu e il minore arrestati nei giorni scorsi, sono i responsabili del furto di una Mitsubischi L200 a Milis il 14 novembre del 2014.

I quattro sarebbero coinvolti anche in un furto di bestiame, messo a segno nelle campagne di Ottana, insieme a Francesco Floris e Andrea Carotti.

Quest'ultimo secondo gli inquirenti sarebbe il basista della banda sia dei furti che delle altre attività criminali, come un colpo messo a segno nel Bar Sardinia di Ottana, dove vennero rubati alcuni videopoker.

Nella stesse notte i malviventi avrebbero cercato di forzare la saracinesche del bar Roma, sempre a Ottana. In questo paese secondo gli inquirenti c'era la base logistica della banda.

L'operazione che ha portato all'arresto di otto persone ha interessato diverse compagnie dei carabinieri in Sardegna e Umbria: Ottana, Macomer, Bono, Città della Pieve (Perugia),

In carcere sono finiti: Enrico Pili, 22 anni di Gavoi, Angelo Salvatore Mura, 19, e Pierpaolo Faedda, 22, entrambi di Silanus, Pietro Chirinu, 22 anni allevatore di Dualchi. In cella anche un minorenne, sempre di Dualchi, che è stato accompagnato nel carcere di Quartucciu.

Sono invece ai domiciliari: Cristian Pireddu, 18 anni allevatore di Orani, Andrea Caroti, 28 anni allevatore di Ottana, Francesco Floris, 22 anni allevatore di Sarule residente in Umbria.

Quattro gli indagati a piede libero. F. A. e S. M., di Silanus, P. F. di Gavoi e C. A. di Illorai.

L'inchiesta è partita dall'arresto, lo scorso dicembre, di Francesco Pira, allevatore di Gavoi trapiantato a Noragugume. Nel suo ovile i carabinieri avevano trovato tre pistole e due fucili. E, poco distante, anche due auto rubate: una Fiat Uno e un'Alfa 177.

A quel punto sono state attivate intercettazioni ambientali e telefoniche che hanno permesso di scoprire che la banda, il giorno dopo l'arresto di Pira, aveva in programma di compiere una rapina all'ufficio postale di Illorai.

Inoltre, sempre dalle intercettazioni, sarebbe emerso che nel mirino c'era anche la filiale del Banco di Sardegna di Riola Sardo.

I carabinieri, a ulteriore riscontro, hanno anche trovate delle mappe dove venivano segnati gli obiettivi delle rapine, le vie di fuga e le zone pericolose.

Per poter mettere in atto le rapine la gang aveva bisogno di procacciatori d'armi e auto rubate, ma per finanziarsi non disdegnava i furti di bestiame e la coltivazione e lo spaccio di droga.

"La banda sia pure di giovanissimi era determinata e disposta a tutto - ha spiegato il capitano Alessio Zanella nel corso della conferenza stampa al comando provinciale dei carabinieri di Nuoro - ragazzi pronti a fare fuoco contro le forze dell'ordine se ce ne fosse stato bisogno".

Nelle abitazioni degli arrestati sono state recuperate mazze con la punta diamantata per infrangere le vetrate degli obiettivi, passamontagna, centraline per mettere in moto le auto, sostanze stupefacenti.