Il mostro di Firenze? Un sardo che faceva il camionista
L’ultimo duplice omicidio risale a 23 anni fa. Il 7 settembre 1985 il mostro di Firenze fulminò con due proiettili calibro 22 Jean Michel Kraveichvili, 36 anni, e ferì a morte con un coltello la sua compagna Nadine Mauriot, 25 anni, nelle colline che circondano la città di Dante. Ma chi è il vero serial killer? Pietro Pacciani, Francesco Vinci, o il fratello Salvatore? Un semplice e spietato “compagno di merende” oppure un misterioso professionista sfuggito alle forze dell’ordine, alle varie squadre antimostro e rimasto nell’ombra per oltre un quarto di secolo? Oppure nessuno di loro? E, in questo caso, che fine ha fatto il vero mostro? Dove è finito il maniaco assassino che ha ucciso e mutilato i corpi senza vita di otto donne dilaniando i cadaveri dei loro compagni, terrorizzato una intera città e cambiato le abitudini dei fiorentini? Sedici cadaveri, una lunga scia di sangue che dal 21 agosto del 1968, con l’omicidio di una ragazza sarda (Barbarina Locci) e del suo amante (Antonio Lo Bianco) ha segnato con una vertiginosa cadenza di duplici omicidi la storia criminale di una regione. Chi è il mostro? Dove è il mostro? È morto di vecchiaia oppure si tratta di un anziano signore che ogni fine mese si mette in coda all’ufficio postale per ritirare la pensione?
«Il mostro è un sardo, ha 49 anni, è alto, è un ex camionista, è un bell’uomo (ricorda un De Niro giovane), vive con una donna molto più anziana di lui nei dintorni di Firenze». Non ha dubbi Mario Spezi, il giornalista che proprio in questi giorni ha presentato a New York il suo ultimo libro scritto a quattro mani con lo specialista statunitense di thriller Douglas Preston (The monster of Florence, in testa alle classifiche americane). Spezi, per l’intervista al presunto killer delle coppiette - che nel suo libro viene indicato genericamente con un nome di fantasia, Carlo - era finito perfino in carcere e, per lo stesso motivo, Preston era stato iscritto al registro degli indagati. “Carlo” secondo i due scrittori è l’uomo che combacia perfettamente con l’identikit comportamentale del mostro di Firenze tracciato nel 1989 dall’ FBI. Ma non solo. “Carlo” è il personaggio che «come nessun altro è stato nella possibilità di entrare in possesso della introvabile Beretta calibro 22 (quella degli 8 duplici omicidi), avendo, nella primavera del 1974, scassinato la casa (per sua stessa ammissione), dove quasi sicuramente era nascosta, la casa di Salvatore Vinci, l’uomo di Villacidro sospettato a sua volta di essere il mostro». Anche “Carlo”, che all’epoca aveva quindici anni (il che coincide con le statistiche Fbi con l' età media in cui i serial killer cominciano a uccidere), era molto legato a Salvatore e a Francesco Vinci. «Anche lui - conclude Spezi - è, insomma, di origine sarda».
Intervistato dal giornalista e dallo scrittore, “Carlo” che «ha dimostrato un’intelligenza superiore e come stile certo sorpredente in un camionista», ha preso in giro i suoi interlocutori: «In particolare ci ha offerto particolari che noi ignoravamo e che, seppur non come prove, si rivolgono contro di lui. In particolare ci ha detto che una volta, nel corso di un litigio arrivò a mettere il suo coltello da sub alla gola di Salvatore Vinci. Ora, ben pochi sanno che un' ipotesi del medico legale Mauro Maurri era che il coltello usato dal mostro fosse un coltello da sub. Inoltre “Carlo” ci rivelò che, la mattina seguente all' omicidio del giugno 1982, fu lui, e non Francesco Vinci, a nascondere in un bosco della Maremma l’auto di questi (e quest’elemento fu uno degli indizi più pesanti a carico di Francesco Vinci quando fu arrestato come mostro). Infine “Carlo” ci disse di avere abitato sempre vicinissimo ai luoghi dei delitti. Quando avvenne quello dell' 82, per esempio, abitava a cinque chilometri. Alla domanda mia se era lui il mostro, ha riso e risposto. «Mi dispiace, Spezi, ma non posso farti fare questo scoop».
Infine, quando ero ormai sulla soglia per uscire, mi richiamò: «Ah, Spezi, dimenticavo una cosa: io, non scherzo mai!». È lui il vero mostro? Dopo 40 anni il giallo continua.