Contamino, sconfino, mi nascondo, mi travesto: ovvero l'arte di Aldo Tilocca
Contamino, sconfino, mi nascondo, mi travesto. Cucirgli addosso un vestito non è possibile, né giusto.
Ieri ha vissuto con un alter ego immaginario e tutto femminile: la Greta Frau che dipingeva come unico soggetto le ex compagne di classe, chiamate Trance, morta a Berlino nel 2008. Ora è Andy Bueys, ovvero Andy come Warhol (icona del superficiale) e Bueys (Joseph, l’artista sciamano), nuovo alter ego che segna il ritorno a casa, a Sassari, di Aldo Tilocca, dopo dieci anni trascorsi a Berlino.
Portandosi dietro nuove convinzioni: «L’arte deve scendere dal suo altare, perché altrimenti muore». Allora benvenuti nel Museo Cetti, la casa di Tilocca diventata uno spazio culturale aperto a incontri, letture di tarocchi, performance e poesia. Nel segno del Quod libet. Ciò che piace.
Ecco uno sguardo nel museo-casa: da una Venere che si copre a un reduce di una battaglia napoleonica, da una Madonna col burqa, al ritratto della madre, all’autoritratto dell’artista da giovane. Fino alla civetta arrivata da Berlino.
Ma alla sera, la casa museo si anima di nuovi incontri. Come quello con i giovani della Grande Madre Nave, cantori notturni di poesia.