Addio all'artista Mirella Mibelli, maestra dell'acquerello
« Le barche, però, le vedo andare calme al largo, con le vele gonfie, colorite come tulipani: vanno laggiù, dove il mare e il cielo si confondono in uno stesso vapore violaceo, mentre a riva le onde si portano via il vento, giocando con esso come i delfini fra loro».
In una delle letture ad alta voce, Mirella Mibelli aveva chiesto che fosse sottolineato questo passo da Il paese del vento, della divina Grazia.
La matita era corsa fra queste righe, che adesso diventano epitaffio, viatico, un saluto pieno di luce a questa grande pittrice del Novecento sardo, mancata ieri mattina.
Inutile tornare a spendere parole su una malattia che ha condannato Mirella, nata a Olbia nel 1937, ad un'esistenza sempre più in sofferenza, sempre più in sottrazione, sempre meno vita, se non fosse che la vita, a volte, arriva potente da altre parti, per altre vie, che non è dato conoscere, a chi è esterno al dramma, e forse nemmeno a chi ne è toccato.
Leggi gli articoli a firma di Raffaella Venturi e Maria Paola Masala su L'Unione Sarda in edicola.