Un'argia, ragno velenoso presente in Sardegna
CRONACHE DALLA SARDEGNA

La paura atavica dell'argia il ragno associato al demonio

La Malmignatta, o vedova nera mediterranea, detta anche ragno volterrano è un aracnide del genere Latrodectus (vedove nere) del sottordine araneomorfi.

In Italia è, assieme al Loxosceles rufescens, una delle poche specie il cui morso può rivelarsi molto pericoloso per gli umani. In Sardegna prende anche il nome di arza o argia.

Il morso della femmina dell’argia, pur se meno pericoloso di quello della cugina americana (la famigerata Vedova nera - Latrodectus mactans), non è doloroso al momento ma successivamente provoca sudorazione, nausea, conati di vomito, febbre, cefalea, forti crampi addominali e nei casi più gravi perdita di sensi e talvolta morte.

I casi mortali sono tuttavia molto rari. Si segnalano 4 possibili episodi di morte in seguito ai morsi (due in provincia di Genova), avvenuti nel 1987. Il veleno di questo ragno resta ovviamente pericoloso per i bambini, perché la quantità iniettata va proporzionata alla corporatura e per il corpo di un bambino tale quantità può essere letale. In pericolo sono anche gli anziani, e gli adulti indeboliti da una malattia.

Il corpo di questo aracnide, che nella femmina può raggiungere i 15 mm, è contraddistinto dalla presenza di 13 macchie rosse.

È diffuso in tutto il centro e sud Italia tirrenico (Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia) è inoltre presente in Puglia e in Sardegna, dove però secondo alcuni studiosi si sarebbe estinto.

Vive in tele molto resistenti e dalla forma irregolare in zone a macchia mediterranea bassa, spesso aride e pietrose, fra sassi e muretti; molto raramente lo si può trovare nelle vicinanze delle case di campagna.

La credenza popolare sarda considerava la persona punta dall’argia la vittima di una sorta di possessione demoniaca che richiedeva per la guarigione dei rituali particolari, chiamati appunto "argiatici".