Peculato e truffa all'Igea: "Processo per 71 persone"
Peculato, truffa, voto di scambio, abuso d'ufficio, turbativa d'asta. Un anno e mezzo dopo la chiusura delle indagini, la ricostruzione investigativa su quanto di illecito sarebbe accaduto all'Igea, l'azienda regionale per le bonifiche e la gestione delle aree minerarie dismesse nell'Isola, resta sostanzialmente immutata: cadono alcune contestazioni e si riduce il numero di imputati (da 94 a 71), ma il quadro complessivo resta quello tracciato nella corposa attività di indagine dei carabinieri di Iglesias. Appoggi elettorali, uso "indebito" dei veicoli aziendali, appropriazione dei beni della società, false presenze in ufficio, certificati per malattie inesistenti, lavori affidati senza appalto per assunzioni mirate a ottenere specifiche preferenze di voto alle consultazioni amministrative.
"A PROCESSO" - È quanto emerge dalla richiesta di rinvio a giudizio inoltrata all'ufficio gip dal pubblico ministero Marco Cocco, titolare dell'inchiesta "Geo&Geo" che vede coinvolti, tra gli altri, l'ex amministratore unico dell'ente Giovanni Battista Zurru, il suo autista ed ex sindacalista Marco Tuveri, la dipendente Daniela Tidu (erano finiti in carcere nel dicembre 2014), il consigliere regionale dell'Udc Giorgio Oppi e suo nipote Enrico, Antonello Ghiani (ex commissario del Comune di Iglesias), Gian Marco Eltrudis e Francesco Pissard (ex candidati a sindaco a Iglesias e Assemini), Marco Zanda (ex candidato a consigliere). Quindi alcuni imprenditori e i sindacalisti Giampaolo Delrio e Mario Cro. Tutti avrebbero contribuito a dar vita a un sistema definito dagli inquirenti "circolare, chiuso e autoreferenziale" che gestiva illegalmente le risorse regionali, fino a 600 milioni di euro. Tuveri e Zurru devono rispondere di peculato, truffa, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e voto di scambio (regalie e posti di lavoro a chi dava la preferenza al candidato di riferimento a Iglesias); Tuveri di peculato per l'uso illecito (privato) dei beni aziendali, e truffa (assenze dal lavoro nonostante risultasse in ufficio); i due Oppi di peculato e voto di scambio; Zanda di peculato, truffa, turbativa d'asta, voto di scambio; Ghiani di turbativa d'asta; Eltrudis, Pissard, Delrio e Crò di voto di scambio.
IMPUTATI - Il magistrato ha sollecitato il processo anche per i dipendenti Igea Agostino Tolu (responsabile aree minerarie), Attilio Usai (responsabile miniera di Furtei), Maurizio Piras (responsabile servizio manutenzione), Giulio Buccoli (dirigente amministrativo), Renato Madeddu (responsabile ufficio contratti sottosoglia), Valeria Cadau, Elena Marta Zambianchi, Massimo Sias, Marino Vargiu, Antonio e Valentino Tuveri, Germano Massimo Sechi, Antonio Toscano, Angelo Aresti, Piero Angelo Algisi, Antonio Venier e Gian Carlo Luigi Secci; per gli imprenditori Riccardo Putzolu, Umberto Gian Luca Giganti, Roberto Sanna, Antonio Desogus e Giovanni Scalas; e per Andrea Silvestro, Tania Putzolu, Giuseppe Farci, Mattia e Marlena Tuveri, Giuseppe Pisu, Fulvio Farci, Antonio Cappai, Agostino Musino, Maurizio Mura, Donatella Tidu, Mauro Murtinu, Giampaolo Cugurra, Emilio Sotgiu, Alfonso Peddis, Claudio e Fausto Melis, Mauro Caria, Martin Cuccuru, Marco Puddu, Alessio Carta, Salvatore Priola, Paolo Muscas, Francesco e Gian Franco Stocchino, Maria Angela Ladu, Adriano e Ivan Concas, Gino Luigi Ladu, Anna Maria Fadda, Fabrizio Cuccuru, Salvatore Atzei, Vittoria Oggiano, Elia Antonio Floris, Mauro Antonio Cera, Paolo Armosini, Massimo Pau e Matteo Giacomo Galzerino. Identici i reati contestati loro a vario titolo.
ARCHIVIAZIONE - Per altre 23 persone, essendo emersa la loro estraneità alle accuse, il pm ha chiesto l'archiviazione: Roberto Enne (ex responsabile del laboratorio analisi), Sandro Ferranti, Giovanni Pani, Gigi Rubiu (consigliere regionale dell'Udc), Gianfranco Desogus, Giovanni Cardia, Vito Didaci (consigliere di minoranza a Iglesias), Francesco Garau, Ivana Marongiu, Massimo Corrias, Barbara Puddu, Bruno Congiu, Gina Atzei, Italo Campus, Anito Lapicca, Rosanna, Roberta e Caterina Oggiano, Debora, Valentina, Luciana e Sandra Farci e Maria Pina Frau. La decisione ora spetta al gip, mentre per gli altri si attende la data dell'udienza preliminare.
INCHIESTA BIS - Contemporaneamente lo stesso pm ha chiuso un'altra inchiesta per peculato e ricettazione legata all'Igea. In questo caso sono venti le persone coinvolte: gli stessi Zurru, Piras, Tolu, Pissard, Toscano, Sanna, Mario Podda (responsabile del servizio di prevenzione e coordinatore del settore Ambiente), Fernando Loddi, gli imprenditori Giuseppe Bacchis, Gian Mario Putzolu, Bernard Mazohl, Francesco Bartoli, Alessandro Stefana, Pierpaolo Serra, Ignazio Meloni e Carlo Contu (accusati di peculato, si sarebbero "appropriati di beni minerari pertinenziali dell'Igea"); rispondono di ricettazione Giuseppe Farci, William Federico Pisaneschi, Maria Giovanna Virdis e Stefano Tranza (avrebbero acquistato, nascosto o ceduto mezzi e un compressore).
Andrea Manunza