Al processo a Mario Diana sui fondi dei gruppi consiliari depone Riccardo Cogoni
Gli era stato chiesto di "accomodare" le fatture.
Ovvero importo e causale venivano adattati a seconda delle esigenze per poter così incassare i fondi destinati ai gruppi anche quando le spese non avevano nulla a che fare con l'attività politica.
È quanto emerso stamane dalla testimonianza dell'imprenditore Riccardo Cogoni, (l'imprenditore cagliaritano cha ha già patteggiato un anno e otto mesi per peculato in concorso con i consiglieri ) sentito oggi come testimone nel processo all'onorevole Mario Diana, l'ex capogruppo del pdl accusato di peculato nell'inchiesta sui fondi ai gruppi in consiglio regionale.
Secondo l'accusa rappresentata dal pm Marco Cocco i fondi pubblici destinati alle attività istituzionali sarebbero stati utilizzati per usi privati in violazione della legge.
Gli ex consiglieri Carlo Sanjust e Onorio Petrini stamane si sono invece avvalsi della facoltà di non rispondere. Il primo è stato già condannato in abbreviato per peculato a tre anni di reclusione mentre a Petrini sono stati inflitti due anni e quattro mesi .
L'imprenditore Cogoni - ha già patteggiato un anno e otto mesi per peculato in concorso con i consiglieri - in quanto avrebbe fornito le fatture che davano accesso ai fondi ai gruppi.