Maometto e i suoi seguaci
CRONACA

Due modi diversi di intendere l'Islam. Le differenze tra sunniti e sciiti spiegate in 5 punti

Le tensioni tra Arabia Saudita e Iran di questi ultimi giorni fanno tornare alla ribalta il secolare scontro tra due diversi modi di intendere l'Islam, quello sunnita e quello sciita.

Il primo ha nel Regno saudita il suo paladino, mentre la nazione punto di riferimento del secondo è la Repubblica islamica.

Ma quali sono le principali differenze tra sunnismo e sciismo, alla base, oltre agli interessi geopolitici ed economici, di tutti i conflitti in corso nei Paesi arabi?

Eccole, sintetizzate in cinque punti.

1) Il dissidio tra sunniti e sciiti nasce nel 680 dopo Cristo, a Karbala, in Iraq, quando viene ucciso Hussein, il successore designato (Califfo) del profeta Maometto.

2) La fazione sunnita (da sunnah, la tradizione dei detti del Profeta) affida il compito di guida dell'Islam ad Abu Bakr, compagno di Maometto. Quella sciita, invece, riconosce come capo Ali, genero e cugino del Profeta (la parola sciiti viene appunto da shiat Ali, il partito di Ali). Un contrasto che non si è mai sanato.

3) Oggi l'80 per cento dei musulmani si professa sunnita. Le nazioni dove è presente lo sciismo sono l'Iran (90% della popolazione); il Bahrein (70%), l'Iraq (55%), lo Yemen (50%), il Libano (30%), la Siria (20%), il Pakistan (20%). In Arabia Saudita gli sciiti rappresentano circa il 15% della popolazione.

4) I precetti alimentari sono gli stessi per entrambe le fazioni: niente carne di maiale e niente alcolici. Le donne sunnite indossano veli molto "coprenti", come il burqa e il niqab, le donne sciite possono invece coprire solo il capo con lo hijab. Per i sunniti, inoltre, i pilastri del culto sono cinque, per gli sciiti il doppio.

5) Il clero sciita si forma in apposite scuole e università, mentre tra i sunniti non esiste clero: la preghiera viene coordinata da una "guida" spirituale, detta imam.