Balli in discoteca
CRONACA

Droga e alcol in disco, dj Marascia: "Lo sballo non si può frenare, meglio informare i giovani su cosa prendono"

«È l'Italia, demagogia, ipocrisia e campagna elettorale continua, politici che non sanno come gira il mondo: ma non penseranno che firmando l'ordinanza contro il Cocoricò freneranno il consumo di certe sostanze? Se impediscono ai minorenni di andare a ballare risolvono il problema? E se a crepare fosse stato un ventenne?».

E' la tesi sostenuta da Marascia, dj molto noto nell'Isola, nell'inchiesta a firma Cristina Cossu e Matteo Vercelli che L'Unione Sarda oggi in edicola ha dedicato al mondo delle discoteche e dello sballo senza regole.

«Quello che è proibito attira - dice Marascia -. La ricerca dello “sballo” è una sorta di passaggio naturale per quasi tutti, è triste, o forse no, ma è così, i benpensanti se ne facciano una ragione. Non si può eliminare questa fase, e allora bisogna trovare dei sistemi diversi. Ad esempio? All'estero, in molte discoteche si trova un test per capire di cosa è composta la sostanza che stai per prendere, se c'è veleno, se rischi la vita. Lo so, è una posizione estrema, ma credo sia razionale e potrebbe salvare molti giovani».

Nelle discoteche e nei locali notturni più in voga della provincia di Cagliari la regola principale è il “fai da te”: giovani e adolescenti - sono però in aumento le consumatrici - arrivano con la droga (cocaina, hascisc, marijuana, ecstasy, anfetamina e ketamina) già in tasca. Difficile trovare uno spacciatore specializzato nel settore: troppi rischi. Ma il nemico principale, secondo medici e forze dell'ordine, resta l'alcol: i giovani soccorsi dal 118 sono spesso devastati dai troppi superalcolici consumati in discoteca.