Paolo Maldini
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Maldini e la curva della vergogna L'amaro addio del signore del calcio pulito

La sconfitta con la Roma ma non solo. È stato un addio amaro allo stadio che lo ha osannato per ventitré anni di carriera. Maldini ha chiuso con amarezza la sua storia a San Siro. Sconfitto dalla Roma (che costringerà i rossoneri a giocarsi sul campo della Fiorentina l’accesso diretto alla Champions League) e fischiato dalla curva sud, quella che raccoglie i tifosi più accesi. «Son orgoglioso di non essere uno di loro», ha sibilato il capitano rossonero che domenica chiuderà la sua carriera con ben novecentodue presenze. Da quella sfida di coppa Italia del 1985 in cui mise per la prima volta piede sul campo di San Siro, a domenica, ha raccolto una valanga di successi, e quando lo speaker li ha elencati, dagli spalti si è alzato un boato che ha dato il via alla festa.

Vi hanno partecipato tutti: i giocatori della Roma, l’ottanta per cento dello stadio, gli amici, i parenti, i dirigenti rossoneri (Berlusconi in testa). Tutti tranne gli irriducibili della curva, secondo cui Maldini deve pagare i suoi “torti”.

«Grazie capitano: sul campo campione infinito, ma hai mancato di rispetto a chi ti ha arricchito!», lo striscione appeso all'inizio della gara. Poi, pochi istanti prima di iniziare il giro di campo, Maldini ha alzato gli occhi e ne ha letto un altro: «Per i tuoi 25 anni di gloriosa carriera sentiti ringraziamenti da coloro che hai definito mercenari e pezzenti».

Storie legate a screzi del passato: una contestazione dopo una sconfitta casalinga nel '96 contro il Parma, un diverbio dopo la finale di Champions persa a Istanbul nel 2005, da ultimo quell'indice che il capitano si è portato al naso per zittire i fischi dopo l'eliminazione dalla Uefa a febbraio.

Il disappunto si è letto chiaramente sul volto di Maldini e a poco è servito l'intervento di Leonardo che lo ha invitato a non dar retta alla contestazione. Ormai la festa era rovinata, e il cerimoniale pubblico chiuso.

Ieri, Maldini ha annullato la conferenza stampa di saluto prevista da tempo, mentre da tutta Italia fioccavano messaggi di solidarietà e tristezza. Il presidente della Federcalcio Abete ha proposto una partita riparatrice. Conoscendo Maldini, non se ne farà niente. Campione schivo e uomo con la schiena dritta, chiuderà qua questa parentesi tanto inaspettata quanto dolorosa.