L'Alto Commissario Onu per i diritti umani Michelle Bachelet. (Foto Ansa)
CRONACA

Il Commissario Onu Bachelet attacca l'Egitto per le 75 condanne a morte

Se le condanne a morte emesse in Egitto contro 75 esponenti della Fratellanza Musulmana venissero eseguite sarebbe "un errore irreversibile della giustizia", ha commentato il neo Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Michelle Bachelet.

Segno della preoccupazione crescente per la piega sempre più autoritaria del Governo egiziano guidato dal presidente Abdel-Fattah al-Sisi, e per l'aperta violazione dei principi internazionali di giustizia.

Tra i condannati a morte figurano alcuni leader di primo piano della Fratellanza Musulmana - l'organizzazione islamista da anni considerata fuorilegge - sotto accusa come responsabili delle violenze di piazza Rabaaal-Adawiya dell'agosto 2013, gli scontri che costarono la vita a centinaia di persone esplosi tra forze di sicurezza e sostenitori dell'ex presidente Mohammed Morsi deposto da un colpo di stato militare.

L'Alto commissariato Onu sottolinea che agli oltre 700 imputati del processo - tra cui i 75 condannati a morte e 45 all'ergastolo - non è stato concesso di avere una difesa legale individuale, né sono state fornite prove sufficienti per dimostrare la loro colpevolezza.

Unica speranza resta il ricorso alla Corte d'Appello, che, forse, sotto la pressione internazionale, potrà rivedere le sentenze, o almeno quelle capitali.

Piccata la replica del Governo egiziano, che fa sapere di respingere quanto scritto nella dichiarazione Onu, difende "l'integrità della magistratura egiziana", e denuncia le menzogne diffuse sul gruppo terrorista dei Fratelli Musulmani. "L'Egitto sottolinea l'impegno dell'autorità giudiziaria per lo Stato di diritto e per fornire piena garanzia a qualsiasi imputato che può esercitare il diritto di difendersi", dichiara il ministero degli Esteri, che liquida le critiche di Bachelet come “insulti”.

Intanto, qualche ora dopo la sentenza, un raid governativo condotto nell'ambito dell'Operazione militare Sinai 2018 ha fermato e ucciso un gruppo di 11 terroristi ad al-Arish, nel nord della Penisola del Sinai, pronti ad attentati contro le forze di sicurezza nell’area.

(Unioneonline/b.m.)