La protesta degli abitanti di Riace contro il taglio dei fondi per l'accoglienza
CRONACA

Il modello Riace al centro di un nuovo scontro Salvini-Saviano

Dopo il caso della nave Diciotti si riaccende la polemica a distanza tra il ministro dell'Interno Matteo Salvini e lo scrittore Roberto Saviano.

Il tema è ancora la gestione del tema migratorio portata avanti dal Governo giallo-verde, ma questa volta al centro dello scambio di accuse è la vicenda del piccolo comune calabro di Riace, noto per aver avviato da tempo una ricetta alternativa e vincente in materia di accoglienza.

Riace è un centro della Locride di circa 2mila anime amministrato dal sindaco Domenico Lucano, che da anni sperimenta una politica di accoglienza e integrazione, risultato di un utilizzo mirato dei 35 euro giornalieri destinati ai richiedenti asilo e, soprattutto, della collaborazione diffusa dei concittadini. Un esempio che ha già attirato l'attenzione dei media nazionali ed esteri, tanto da far inserire nel 2016 il suo primo cittadino tra le 50 personalità più influenti del mondo per aver "realizzato un modello di ospitalità studiato in tutta Europa".

E non è un caso che in tempi di scontro quotidiano sul tema migratorio e sulle politiche da adottare in proposito, l'esempio di Riace venga periodicamente citato per dire che una forma di integrazione organizzata e gestita in modo trasparente è possibile.

Ma da mesi il piccolo centro della Locride si è visto bloccare i fondi per la gestione dell'accoglienza proprio dal ministero guidato da Matteo Salvini e dalla prefettura di Reggio Calabria, suscitando la protesta del suo primo cittadino e la reazione di personalità come il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, rappresentanti della Rete dei Comuni Solidali, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e Ada Colau, prima cittadina di Barcellona, che hanno aderito alla campagna "Io sto con Riace".

Il sindaco di Riace Domenico Lucano con alcuni rifugiati

Dal 1997 a oggi il comune della Locride ha accolto all'incirca 6mila migranti, sfruttando i fondi statali per inserire lavorativamente i migranti e dando loro ospitalità nelle case in disuso, come a tutti coloro che scelgano di andare a vivere nel borgo, in cambio di un affitto simbolico.

Ma per Domenico Lucano, al sostegno dei concittadini si è frapposta l'ostilità della criminalità organizzata del territorio e pure quella delle istituzioni, con il tentativo da parte del prefetto di Reggio Calabria di espellere un gruppo di rifugiati e l'apertura di un fascicolo di indagine sul sindaco per truffa, concussione e abuso d'ufficio per il conseguimento di erogazioni pubbliche a favore dei migranti.

Polemiche a parte, la ricetta di Riace ha avuto l'indubbio risultato di riuscire a fermare lo spopolamento e riattivare il tessuto sociale della zona, riportando in attivo la curva demografica anche grazie ai 400 rifugiati residenti stabilmente, che rappresentano oggi il 50% della popolazione complessiva.

(Unioneonline/b.m.)