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CRONACA

Giornata Mondiale degli Oceani: l'appello per salvare il pianeta blu

La salvezza del nostro pianeta blu passa anzitutto da noi, dalla consapevolezza che la quota maggiore di inquinamento dei mari viene dalla terra, inclusi gli 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici che ogni anno soffocano le vie navigabili, uccidono la fauna marina e danneggiano la catena alimentare da cui dipendiamo, oltre a colpire l'economia legata a pesca e turismo.

"Se non cambiamo rotta, negli oceani potrebbe presto esserci più plastica che pesci. Dobbiamo lavorare individualmente e collettivamente per fermare questa tragedia evitabile e ridurre in modo significativo l'inquinamento marino", commenta il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani.

Possiamo continuare a ignorare il rischio, oppure voltare pagina, come indicano l'Onu e numerose agenzie internazionali che si occupano di ambiente. E un punto di partenza molto concreto è la lotta all'utilizzo della plastica monouso o dei prodotti che contengono microplastiche, che da soli rappresentano il 95% dei rifiuti in mare aperto, sui fondali e sulle spiagge nel solo Mediterraneo.

Secondo il rapporto "Mediterraneo in trappola: salvare il mare dalla plastica" stilato dal Wwf nell'ambito della campagna #GenerAzioneMare, dei 27 milioni di tonnellate di rifiuti plastici prodotti ogni anno in Europa, solo un terzo viene riciclato, mentre la metà finisce ancora in discarica in Paesi come l'Italia, la Francia e la Spagna.

Ma gli effetti dell'inquinamento da plastica nel Mediterraneo si ripercuotono su tutto il Pianeta, causando seri problemi tanto alla natura quanto alla salute umana, come sottolinea John Tanzer, a capo del Programma Oceani del WWF Internazionale.

Rifiuti plastici in mare

Un'emergenza globale, che deve essere affrontata a livello internazionale, partendo, per esempio, dal sollecitare le istituzioni italiane a rispettare la Direttiva europea che proibisce 10 prodotti di plastica monouso, o sanzionando gli imballaggi di plastica monouso e vietando l'uso di microplastiche in tutti i beni di consumo e i prodotti plastici non biodegradabili.

Servono atti concreti, insieme a iniziative di monitoraggio scientifico e pulizia dei mari, ma soprattutto compagne informative che ci rendano consapevoli della gravità del problema, come spiega la presidente di Wwf Italia Donatella Bianchi: "La plastica è un nemico invasivo e spietato, difficile da quantificare e, quindi, da sconfiggere, e che ormai è entrato nella catena alimentare. Ad esempio, ogni singolo frammento di plastica può venire colonizzato da alghe, microrganismi e batteri, anche pericolosi come i vibrioni, tanto da creare un vero e proprio nuovo ecosistema chiamato 'plastisfera'".

Nel Mar Mediterraneo vivono 134 specie tra pesci, uccelli, tartarughe e mammiferi marini, tutti vittime dell'ingestione di plastica, basti pensare che in un esemplare di tartaruga marina sono stati trovati fino a 150 frammenti plastici nello stomaco. E ancor più insidiose sono le microplastiche, che nel Mediterraneo raggiungono concentrazioni record di 1,25 milioni di frammenti per chilometro quadrato: entrando nella catena alimentare minacciano un numero ancora maggiore di specie animali, oltre a danneggiare la nostra salute.

Le bottiglie di plastica dell'opera "Help the ocean", di Maria Cristina Finucci

Intanto, sulle nostre coste sono partite iniziative per liberare le spiagge dalla plastica, dalla Sicilia ai litorali della Riserva di Miramare a Trieste, il porto di Granatello a Napoli, l'Oasi di Policoro in Basilicata, Saline Joniche e Praia a Mare in Calabria. E si proseguirà per tutto il mese di giugno, a Rimini, Arbus, Pescara, Torre Flavia, Oristano e nel Conero, con la possibilità, per chi volesse partecipare, di iscriversi al sito wwf.it/plasticfree scegliendo la spiaggia di interesse.

Ancora più semplice l'adesione alla campagna social #RifiutaLaCannuccia lanciata da Marevivo, per spingere le persone a condividere sui social un selfie con il proprio drink senza cannuccia, sempre con l'obiettivo di ridurre l'inquinamento da plastica, perché come spiega la presidente Rosalba Giugni: " Raccogliere, riciclare, riusare, ridurre, sono tutti gesti di responsabilità che contribuiscono a salvare il nostro mare e trasformano i rifiuti in una risorsa".

(Unioneonline/b.m.)