Giuseppe Conte
POLITICA

Conte e i ministri giurano. Nasce il governo Lega-5 Stelle

Il "governo del cambiamento" è realtà.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i suoi 18 ministri hanno prestato giuramento "nelle mani" (come si dice) del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il nuovo governo dopo il giuramento

Una solenne cerimonia, andata in scena nella Sala delle Feste del Quirinale, che tradizionalmente precede la prima seduta in Parlamento (lunedì alla Camera) dove il nuovo esecutivo dovrà ottenere la fiducia di deputati e senatori.

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Per l'occasione i ministri di Lega e Movimento 5 Stelle hanno scelto di rispettare in pieno il protocollo, scegliendo un look istituzionale.

A prevalere il colore blu o, comunque l'abito scuro.

Unica eccezione, Matteo Salvini, che ha sfoggiato una cravatta (e anche i calzini) verdi, senza rinunciare nemmeno al braccialetto rossonero del suo amato Milan (ben visibile al momento della firma).

Completi eleganti "blu navy" anche per le donne, tranne Barbara Lezzi, neoministro per il Sud, che ha "spezzato" con una giacca bianca.

Conte e i ministri giurano sulla Costituzione: al via il nuovo governo
L'attesa dei ministri
Matteo Salvini durante la cerimonia
Paolo Savona, ministro agli Affari Europei
Mattarella, Conte e Savona
Il presidente della Repubblica con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti
Luigi Di Maio e Matteo Salvini
Giulia Bongiorno, nuovo ministro alla Pubblica Amministrazione firma davanti a Mattarella
Sergio Mattarella e Luigi Di Maio
Giovanni Tria, ministro dell'Economia, dopo la firma
La firma di Barbara Lezzi, ministro senza portafoglio al Sud
Matteo Salvini al Quirinale ringrazia i presenti
Il giuramento di Erika Stefani, neoministro agli Affari regionali

Dopo il giuramento, le prime dichiarazioni.

A cominciare da quelle dei due leader (e vicepremier), che al Colle hanno voluto sedersi uno accanto all'altro.

Di Maio, titolare del ministero del Lavoro, ha annunciato che la sua priorità sarà "creare occupazione".

Salvini si è detto invece fiducioso e entusiasta, oltre che convinto del fatto che l'aver accettato di cambiare dicastero a Paolo Savona (spostato, dopo il veto di Mattarella, dall'Economia ai Rapporti con l'Ue) non è stato affatto "un passo indietro", bensì, le sue parole, "ne abbiamo fatti due avanti".

L'economista cagliaritano ha invece spiazzato con una battuta la folla di cronisti che cercava di strappargli una dichiarazione all'uscita dal Quirinale: "Sono specializzato in silenzi".

E ottimista sulla tenuta dell'alleanza si è detto anche il neoministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi: "Non siamo un governo militare, ma uniti e motivati tutti insieme".

Il premier Conte, invece, ha voluto subito dare un segnale all'Ue, dopo le polemiche dei giorni scorsi: "Rassicuriamo tutti. Non siamo dei marziani. Ci rafforzeremo in Europa".

(Unioneonline/l.f.)

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