Umberto Bossi
POLITICA

Skinhead a Como, Umberto Bossi: "Salvini non cerchi quei voti"

"Il mondo è pieno di matti, diciamo che quei voti la Lega non deve cercarli. Io sono di una famiglia di antifascisti, combattenti non chiacchieroni".

A prendere le distanze dal blitz degli skinhead a Como è Umberto Bossi, il fondatore della Lega. Lo fa da Chignolo Po, nel Pavese, durante una riunione della minoranza "indipendentista".

"Mia cugina è morta sul Monte Rosa - ha detto il Senatùr -. La penso come Spinelli, che considerava lo Stato Nazione il male assoluto anche se qualcosa di buono lo ha fatto come contenitore della democrazia".

L'intervento sul palco è avvenuto davanti a tutta la vecchia guardia della Lega - l'incontro si è aperto al suono di Va' Pensiero e di slogan come "Padania Libera" - quella che vuole ancora che il partito resti il sindacato del settentrione, mentre la maggioranza guidata dal leader Matteo Salvini propone di togliere la parola "Nord" dal logo.

"La scissione non c'entra niente - ha aggiunto però Bossi, precisando che la minoranza non ha intenzione di creare una nuova corrente - ma la linea di Salvini è sbagliata".

"C'è bisogno di una Lega che faccia la Lega - spiega Gianni Fava, assessore lombardo all'Agricoltura - qui c'è una parte numerosa della Lega che arriva da tutto il Nord: vuol dire che c'è ancora bisogno di questi temi e che se qualcuno li ha voluti frettolosamente accantonare si deve ricordare il vecchio adagio secondo il quale non si lascia il certo per l'incerto".

"Noi abbiamo bisogno di un segretario moderno come Salvini, purché faccia il leghista. Lui è legittimato e ha il titolo per scegliere la tattica che ritiene, purché la strategia sia la stessa. Non credo che alla fine possa rinunciare a un pezzo così importante del partito, ne deve prendere atto".

(Redazione Online/D)

IL BLITZ DEGLI SKINHEAD:

LA LEGA SENZA IL NORD: