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CRONACA

La Commissione Ue: "Troppi biglietti in continuità territoriale"

La Commissione europea l'ha detto chiaramente: la continuità territoriale è un diritto dei sardi, ma solo quando garantisce "i servizi aerei di linea minimi". È su questa definizione che ruota il futuro dei trasporti nell'Isola: il progetto di Ct1 proposto dall'ex assessore Massimo Deiana, poi cancellato dopo lo stop da parte dell'Europa, prevedeva di raddoppiare - in media - i posti attualmente a disposizione dei passeggeri sardi. Ora i biglietti messi in vendita ogni anno secondo il modello varato nel 2013 sono 2,4 milioni. Dal 2018, col nuovo sistema, sarebbero aumentati gradualmente, fino a superare i 5 milioni nel 2021. Troppa grazia, secondo l'Ue. Soprattutto a Cagliari, dove nei collegamenti con Roma sarebbe arrivata un'iniezione di quasi un milione di posti in più all'anno. L'attenzione dell'assessorato ai Trasporti, che da settimane sta lavorando a una nuova proposta di continuità da proporre alla commissione europea, è convogliata principalmente sui numeri dello scalo di Elmas. Nel corso degli incontri con le compagnie aeree e le società di gestione degli aeroporti si sarebbe discusso di una netta diminuzione dei posti rispetto al progetto - poi abortito - varato dalla giunta tra il 2016 e il 2017.

Al momento si tratta solo di bozze, ma i numeri dei biglietti a disposizione non sarebbero molto più alti di quelli dell'attuale continuità. In certi casi si arriverebbe addirittura a un dimezzamento dello schema proposto a suo tempo da Deiana. Dalla Regione - però - sull'argomento arriva una brusca frenata: con le compagnie e le società di gestione degli scali sardi non si è discusso di cifre, quelle si vedranno più avanti insieme alla Commissione europea, con cui continua il dialogo. Almeno questa è la versione ufficiale.

di Michele Ruffi